di Benedetto Marchese
Per essere inseriti dalla Regina Elisabetta nell’Eccellentissimo Ordine dell’Impero Britannico non sono necessari modi aristocratici ed aspetto austero, possono essere sufficienti un sorriso rassicurante, giradischi, microfono e soprattutto una sterminata conoscenza musicale. Come nel caso del dj David Rodigan, da poco entrato nella prestigiosa lista di Buckingham Palace per il suo contributo al servizio radiofonico di Sua Maestà e da più di trent’anni punto di riferimento della scena reggae internazionale. Da tempo però anche le sue esibizioni sotto la Lanterna sono diventate un appuntamento fisso nel programma della Festadelsole, grazie al suo solido legame con l’Italia e alla passione per la focaccia. “Genoa is good to be back!” ha detto sabato sera aprendo il suo show dopo i locali Cuffa Sound al Ghost Club di Staglieno, pieno fino alla porta d’ingresso per colui che ha contribuito attivamente alla diffusione del genere sia in Inghilterra che nel resto del mondo. Un distinto gentleman sessantenne che per quasi due ore e mezzo ha fatto ballare il suo pubblico passando dai leggendari Bob Marley, Jimmy Cliff e Toots and The Maytals, fino alle canzoni più recenti. Una selezione impreziosita da un gran numero di duplates, ovvero versioni di brani registrati esclusivamente per lui, fra cui “Marka” di Dub Phizix and Skeptical che la sera precedente aveva fatto letteralmente impazzire la platea del Fabric di Londra. Sonorità queste ultime in bilico fra dubstep ed half-step che Rodigan, intrattenitore senza eguali, ha saputo magistralmente mixare con quelle inconfondibili dei pionieri dello ska, testimoniando l’eccletticità dei suoi set che ormai da qualche mese animano anche gli eventi della Hospital Records, etichetta di punta della drum and bass. Dalle sfumature digitali ai nomi del reggae italiano più noti all’estero: Sud Sound System ed Alborosie, nonostante l’infelice polemica di poche persone che hanno criticato l’eccessiva presenza di questi brani nella scaletta. Contestazione che ha sorpreso lo stesso dj il quale ha chiesto loro, senza ricevere risposta: “come fate ad odiare la vostra stessa gente?”, prima di riprendere con alcuni grandi classici di Prince Buster e Skatalites per chiudere in trionfo nella notte di Genova “focaccia city”.
(pubblicato su www.cittadigenova.com)


COMPLIMENTI SIG. GIORNALISTA…. Come tanti altri tuoi pari non ti sei reso conto della situazione.
La prossima volta scriva un pezzo sul livello bassisimo della qualità musicale che dj anche di alto livello ci impongono. Ovviamente essere commerciale porta più soldi.
Generalizzare non serve, te l’assicuro, comunque la situazione sarebbe stata molto più semplice da capire se esposta più chiaramente, dato che quando ho chiesto ad uno con un cartellone cosa ci fosse scritto mi ha risposto “non lo so”. Inoltre fare buu o pollice verso solo ai pezzi di Sud sound system ed Alborosie poteva far intendere solo una cosa. Come l’ha intesa lo stesso Rodigan, anche se da quello che ho capito le vostre critiche erano altre.
D’accordo sul livello di certi dj set ma questo non mi è sembrato il caso dato che in più di due ore ha messo parecchi pezzi nuovissimi ed appena usciti, insieme a quelli che mette quasi sempre. Non credo che dopo più di trent’anni di attività Rodigan abbia bisogno di soldi o pezzi ‘commerciali’.
Infine nessuno impone niente a nessun’altro specie quando paghi un biglietto e sai cosa vai a vedere o sentire.